eccomi qui, ore 22.35 del + incredibile ultimo dell'anno della mia vita.
il più bello che chiude le 2 settimane più intense, fantastiche, faticose e bellissime che mi potessero capitare. sono stanco, vorrei dormire ma aspetto perchè non vedo l'ora di essere svegliato.
si, dall'ultimo post posso dire che :
- sotto le 2h ci sono stato eccome : 1h 52 min 27 secondi alla mezza maratona di Calderara, pettorale 646 classificato al 307. grande!
un pò sto iniziando a superare la mazzata della morte del Doriano. Amico, fratello, complice : brutto stronzetto mi hai lasciato troppo presto, mi manchi.
e poi?
e poi il 15 dicembre è arrivata lei, la Greta. e da quel momento, dalle 1.21 di notte niente è + uguale. sono papà e davvero ora capisco tutti quelli che mi hanno sempre detto "fino a che non sei genitore non capisci".
si, sono passati 16gg e devo uscire a comprare 3-4-5000 cuori perchè il mio da solo non basta + a contenere un amore incredibile che cresce ogni secondo.
chiudo gli occhi e la vedo chiara, forte, nitida e bellissima sento anche il suo profumino ... mamma mia che amore indescrivibile.
sono papà.
ho una figlia bellissima di cui sono fottutamente innamorato.
benvenuto piccola regina ricorda che dovunque sarai, qualunque cosa sarà tu chiama e io correrò.
"che la vita ti sia dolce come una torta di Managua".
buon anno.
a tutti.
sabato 31 dicembre 2011
martedì 4 ottobre 2011
Endgame
ecco, è finita la serie, la prima ed in rete non trovo altro.
che bella, mi dispiace molto.
un ex campione del mondo di scacchi Arkady Balagan è in tourneè in USA.
si ferma all'hotel Huxley.
qui assiste all'omicidio della fidanzata Rosemary ed entra in crisi. L'agorafobia non lo molla e non riesce a rimettere piede fuori dall'albergo. Qui l'hotel manager Barbara ed il capo della sicurezza, un ex poliziotto, Hugo cercano di cacciarlo fuori mentre il maestro risolve puzzle, misteri, furti, rapimenti, omicidi cercando di sbancare il lunario ... e di pagare la permanenza nella sua suite.
davvero carina. intelligente, ironica, smaliziata, divertente. peccato non ci sia una seconda stagione.
che bella, mi dispiace molto.
un ex campione del mondo di scacchi Arkady Balagan è in tourneè in USA.
si ferma all'hotel Huxley.
qui assiste all'omicidio della fidanzata Rosemary ed entra in crisi. L'agorafobia non lo molla e non riesce a rimettere piede fuori dall'albergo. Qui l'hotel manager Barbara ed il capo della sicurezza, un ex poliziotto, Hugo cercano di cacciarlo fuori mentre il maestro risolve puzzle, misteri, furti, rapimenti, omicidi cercando di sbancare il lunario ... e di pagare la permanenza nella sua suite.
davvero carina. intelligente, ironica, smaliziata, divertente. peccato non ci sia una seconda stagione.
domenica 18 settembre 2011
2 pas par San Zvan
grazie a tutti i volontari che mi hanno segnalato la strada
grazie a tutti i punti ristoro che non hanno lesinato acqua, thè e sali minerali
grazie all'arco dell'arrivo che ad un certo punto ho temuto che si stesse spostando, allontandosi da me
grazie a me che lo volevo fare e l'ho fatto.
ho partecipato e finito la mia prima maratonina ... 21,097 KM in 2:03:01 ...
prossimo obiettivo : sotto le 2h!
CHI LA DURA LA VINCE
grazie a tutti i punti ristoro che non hanno lesinato acqua, thè e sali minerali
grazie all'arco dell'arrivo che ad un certo punto ho temuto che si stesse spostando, allontandosi da me
grazie a me che lo volevo fare e l'ho fatto.
ho partecipato e finito la mia prima maratonina ... 21,097 KM in 2:03:01 ...
prossimo obiettivo : sotto le 2h!
CHI LA DURA LA VINCE
martedì 15 marzo 2011
mi manchi. mi mancherai
“there’s something you’d like to say?” non so com’è che mi gira in testa questa frase. L’associo ad una delle ultime immagini che di te. In piedi, ti siedi con un’agilità che non mi aspetto sul secondo letto, che poi è diventato il letto di tua mamma, di quella stanza dell’hospice che da Natale è la tua casa.
L’agilità altro non è che l’ultima dignitosa ritirata. Come non vuoi smettere di sorriderci, non vuoi cadere perché ti manca il fiato. Come quando abbandoni il letto per venire a tavola e lo fai con uno scatto che sembra comico. Con la tua faccia da fumetto che sembra dire “et vést? Eh, a so po’ encora bon” che nasconde lo sforzo, il disperato tentativo di arrivarci a quella sedia.
Quando arrivi su quel letto le mani subito gesticolano un calma calma che prima di ogni cosa bisogna pregare l’aria di tornare dentro. Che altrimenti si tira le cuoia qui.
E così dopo 9 giorni continuo ad immaginarmi quanto ti sia costato rassicurarci tutti. Quanto la paura ti abbia mangiato più del tumore ogni volta che ti sei reso conto che stavi morendo, per davvero però.
Fino a Natale sei andato alla grande (a Nonantola?) alternando settimane buone a settimane cattive, chemioterapia a serata di parole alla ricerca di quei Blues Brothers che non sono divertenti come una volta.
Poi il tracollo.
L’sms mi è arrivato come un pugno nello stomaco. Come quella telefonata di un martedì mattina che sembra lontano 1000 anni.
Ho un tumorino, mi dicesti.
Sono a Bentivoglio, mi hai scritto.
Certo che vai a casa. Quanto ne abbiamo parlato? Ora ti riposi un po’, ti rimetti in forze e poi ricominciamo la battaglia della chemio.
Già che ci siamo guardiamo ben la Ryan Air che quest’estate un weekend in Grecia, su un isola, tranquilli a bere chinotto ce lo facciamo.
E poi come d’incanto ti vedo uscire dal bagno. Invece che farti vestire ti sei fatto avvolgere con gli asciugamani e ti sei fatto fare il turbante in testa. Ah, sei proprio carino. Non ti si può guardare ma come fachiro non ce n’è per nessuno.
Come non ce n’è nelle gare di batteria fatte con i Muppets.
Come non ce n’è ora che non ci sei.
Spero solo di esserti stato vicino più di quanto posso esserti stato pesante. Ora che piango mentre batto i tasti mi sorprendo perché le lacrime pensavo di averle già versate tutte.
Come 2 lunedì fa quando la TAC del venerdì ti condannò a morte. Quando ormai il dottore non pronunciava nemmeno la parola settimane. Settimana, singolare, al massimo. Siamo stati insieme tutto il pomeriggio, a parlare io, a cercare di respirare tu. Ho cercato di essere almeno alla tua altezza nell’essere forte. Tu lo sei da sempre, io ho solo recitato per un po’.
Quando ti ho salutato per lasciarti riposare sono uscito e il clic della porta ha aperto il rubinetto. Ho pianto tanto amico mio, scusami se ho pianto e tu c’eri ancora. Scusa.
Poi l’ultimo weekend è passato e non mi riconoscevi più. Tua mamma mi ha detto tutto. La mia torta di mele (mia sono parole grosse) non l’hai mangiato ma so che ti ha fatto sorridere il pensiero.
Sdraiato, con i tuoi tubi ed un rumore di respiro così faticoso da chiudere lo stomaco.
Di fuori non c’è rimasto niente. Ma è solo il tuo corpo perché siamo in tanti a pensarti ora che non ci sei più. Perché eri speciale, sei speciale.
E mi manchi da far schifo.
Già.
Sei stato bravo sai? Non so quante volte te l’ho detto mentre eri già freddo come il marmo.
Quando ho trovato il letto fatto le gambe mi hanno tremato. Però almeno hai finito di tribolare. Chissà se avresti voluto tribolare ancora. Lei mi darà le ultime foto fatte insieme. E poi sarà finita.
Anche se non finirà mai perché sarai sempre nel mio cuore Dorian.
Dudu.
Dududorian, quanto abbiamo riso su questo nome.
E ora che non ho una tomba su cui piangerti mi aggrappo a quello che sei stato. Un vero amico.
Pronto, presente, sincero e critico. Sempre onesto. Nel dirmi quando facevo bene e quando no.
È stato un onore essere tuo amico. Davvero un onore. Nei momenti importanti della mia vita ci sei sempre stato. In quelli che verranno ci sarai ancora, non ti preoccupare.
Certo che il Ciii-a-o mi mancherà, l’accento così cantilenante di Modena anche. Il Doblone arancione, i gruppi assurdi, le telefonate fiume, ed i pomeriggi ad ascoltare il rumore della valle.
Ma quando penso a te che chiedi alla dottoressa come puoi cambiare l’alimentazione per far star meglio il fegato quasi non ce la faccio. Cosa pensavi? Forza? Speranza?
Pochi giorni dopo non c’eri più.
È stato uno dei momenti più brutti della mia vita. Eppure deve passare.
Il di là del letto c’era una finestra che non era un confine ma uno schermo. L’hai usata per proiettarci te stesso, per arrivare fuori, per mandare a fare in culo quel corpo che ti ha tradito.
Ti posso dire che hai vinto? Hai lasciato così tanto di te che non basta il cuore di tutti quelli che ti amano a contenerti.
Riposa in pace. Anche se so che starai già facendo il giullare ovunque tu sia dicendo che hai riposato anche troppo.
Che l’eternità ti sia dolce amico mio.
Mi mancherai. Mi manchi.
Dorian Vincenzi 13 Agosto 1973, 6 Marzo 2011.
L’agilità altro non è che l’ultima dignitosa ritirata. Come non vuoi smettere di sorriderci, non vuoi cadere perché ti manca il fiato. Come quando abbandoni il letto per venire a tavola e lo fai con uno scatto che sembra comico. Con la tua faccia da fumetto che sembra dire “et vést? Eh, a so po’ encora bon” che nasconde lo sforzo, il disperato tentativo di arrivarci a quella sedia.
Quando arrivi su quel letto le mani subito gesticolano un calma calma che prima di ogni cosa bisogna pregare l’aria di tornare dentro. Che altrimenti si tira le cuoia qui.
E così dopo 9 giorni continuo ad immaginarmi quanto ti sia costato rassicurarci tutti. Quanto la paura ti abbia mangiato più del tumore ogni volta che ti sei reso conto che stavi morendo, per davvero però.
Fino a Natale sei andato alla grande (a Nonantola?) alternando settimane buone a settimane cattive, chemioterapia a serata di parole alla ricerca di quei Blues Brothers che non sono divertenti come una volta.
Poi il tracollo.
L’sms mi è arrivato come un pugno nello stomaco. Come quella telefonata di un martedì mattina che sembra lontano 1000 anni.
Ho un tumorino, mi dicesti.
Sono a Bentivoglio, mi hai scritto.
Certo che vai a casa. Quanto ne abbiamo parlato? Ora ti riposi un po’, ti rimetti in forze e poi ricominciamo la battaglia della chemio.
Già che ci siamo guardiamo ben la Ryan Air che quest’estate un weekend in Grecia, su un isola, tranquilli a bere chinotto ce lo facciamo.
E poi come d’incanto ti vedo uscire dal bagno. Invece che farti vestire ti sei fatto avvolgere con gli asciugamani e ti sei fatto fare il turbante in testa. Ah, sei proprio carino. Non ti si può guardare ma come fachiro non ce n’è per nessuno.
Come non ce n’è nelle gare di batteria fatte con i Muppets.
Come non ce n’è ora che non ci sei.
Spero solo di esserti stato vicino più di quanto posso esserti stato pesante. Ora che piango mentre batto i tasti mi sorprendo perché le lacrime pensavo di averle già versate tutte.
Come 2 lunedì fa quando la TAC del venerdì ti condannò a morte. Quando ormai il dottore non pronunciava nemmeno la parola settimane. Settimana, singolare, al massimo. Siamo stati insieme tutto il pomeriggio, a parlare io, a cercare di respirare tu. Ho cercato di essere almeno alla tua altezza nell’essere forte. Tu lo sei da sempre, io ho solo recitato per un po’.
Quando ti ho salutato per lasciarti riposare sono uscito e il clic della porta ha aperto il rubinetto. Ho pianto tanto amico mio, scusami se ho pianto e tu c’eri ancora. Scusa.
Poi l’ultimo weekend è passato e non mi riconoscevi più. Tua mamma mi ha detto tutto. La mia torta di mele (mia sono parole grosse) non l’hai mangiato ma so che ti ha fatto sorridere il pensiero.
Sdraiato, con i tuoi tubi ed un rumore di respiro così faticoso da chiudere lo stomaco.
Di fuori non c’è rimasto niente. Ma è solo il tuo corpo perché siamo in tanti a pensarti ora che non ci sei più. Perché eri speciale, sei speciale.
E mi manchi da far schifo.
Già.
Sei stato bravo sai? Non so quante volte te l’ho detto mentre eri già freddo come il marmo.
Quando ho trovato il letto fatto le gambe mi hanno tremato. Però almeno hai finito di tribolare. Chissà se avresti voluto tribolare ancora. Lei mi darà le ultime foto fatte insieme. E poi sarà finita.
Anche se non finirà mai perché sarai sempre nel mio cuore Dorian.
Dudu.
Dududorian, quanto abbiamo riso su questo nome.
E ora che non ho una tomba su cui piangerti mi aggrappo a quello che sei stato. Un vero amico.
Pronto, presente, sincero e critico. Sempre onesto. Nel dirmi quando facevo bene e quando no.
È stato un onore essere tuo amico. Davvero un onore. Nei momenti importanti della mia vita ci sei sempre stato. In quelli che verranno ci sarai ancora, non ti preoccupare.
Certo che il Ciii-a-o mi mancherà, l’accento così cantilenante di Modena anche. Il Doblone arancione, i gruppi assurdi, le telefonate fiume, ed i pomeriggi ad ascoltare il rumore della valle.
Ma quando penso a te che chiedi alla dottoressa come puoi cambiare l’alimentazione per far star meglio il fegato quasi non ce la faccio. Cosa pensavi? Forza? Speranza?
Pochi giorni dopo non c’eri più.
È stato uno dei momenti più brutti della mia vita. Eppure deve passare.
Il di là del letto c’era una finestra che non era un confine ma uno schermo. L’hai usata per proiettarci te stesso, per arrivare fuori, per mandare a fare in culo quel corpo che ti ha tradito.
Ti posso dire che hai vinto? Hai lasciato così tanto di te che non basta il cuore di tutti quelli che ti amano a contenerti.
Riposa in pace. Anche se so che starai già facendo il giullare ovunque tu sia dicendo che hai riposato anche troppo.
Che l’eternità ti sia dolce amico mio.
Mi mancherai. Mi manchi.
Dorian Vincenzi 13 Agosto 1973, 6 Marzo 2011.
martedì 23 novembre 2010
NON UN PASSO INDIETRO
Domenica 28 novembre 2010, in occasione della partita Bologna-Chievo, i Gruppi della Curva Andrea Costa e il Centro Bologna Clubs organizzano una mobilitazione generale per il Bologna e per Bologna.
La situazione del Bologna è uno specchio fedele di un città sempre più in declino, ma che ha ancora tifosi e semplici cittadini vivi e desiderosi di gridare il proprio orgoglio.
Crediamo allora che sia questo il momento di dimostrarlo, di provare a noi stessi e agli altri che NOI CI SIAMO, e continuiamo a lottare.
La mobilitazione avrà 2 momenti cardine:
1) alle ore 12 di domenica i Gruppi A.Costa e il CBC invitano tutti i tifosi più appassionati, quelli più tiepidi, i semplici cittadini, gli imprenditori, i rappresentanti delle istituzioni, i giornalisti, insomma, tutti coloro che hanno a cuore il Bologna FC e la città di Bologna a presentarsi in via A.Costa, all’altezza della Bocciofila e dell’Antistadio per manifestare il proprio orgoglio di bolognesi. Per dimostrare il proprio impegno per la città e la squadra.
Sarà un ritrovo spontaneo, apolitico, puramente passionale. Tutti insieme dimostreremo che Bologna è viva, sveglia e pretende di meglio, merita di più. E soprattutto, tutti insieme, aspetteremo l’arrivo del pullman della squadra, facendo sentire a giocatori e tecnici il calore, la dignità e la passione che Bologna sa dare.
2) Dentro allo stadio, invitiamo tutti gli spettatori a portare bandiere, sciarpe, stendardi, ogni tipo di materiale rossoblu che possa riempire il Dall’Ara coi nostri colori. Inoltre gli ultras dell’Andrea Costa, per questa partita, si riuniranno in un unico settore della curva, abbandonando per una partita la propria identità di singolo gruppo, per creare un unico cuore pulsante del tifo che sosterrà ininterrottamente la squadra durante la partita. Il Gruppo Unico che tiferà incessantemente dall’inizio alla fine si schiererà dal confine con i distinti laterali al centro della curva. Lì, invitiamo a prendere posto tutti coloro che sono disponibili a cantare con noi, sempre, con entusiasmo, senza sosta. I tifosi che se la sentono, che hanno voglia di seguirci si riuniscano a noi, coloro che non pensano di poter stare un’ora e mezza in piedi a tifare sono pregati di prendere posto, sempre in curva, fuori da questo settore, verso la tribuna. L’iniziativa ha avuto l’adesione di tutti i Gruppi A.Costa, che quindi domenica si schiereranno compatti e coordineranno insieme il tifo di tutta una città per la sua squadra.
NESSUN PASSO INDIETRO, NOI CI SIAMO e NON CI ARRENDIAMO. MAI!
UNISCITI A NOI!
AVANTI BOLOGNA!
AVANTI CURVA ANDREA COSTA!
La situazione del Bologna è uno specchio fedele di un città sempre più in declino, ma che ha ancora tifosi e semplici cittadini vivi e desiderosi di gridare il proprio orgoglio.
Crediamo allora che sia questo il momento di dimostrarlo, di provare a noi stessi e agli altri che NOI CI SIAMO, e continuiamo a lottare.
La mobilitazione avrà 2 momenti cardine:
1) alle ore 12 di domenica i Gruppi A.Costa e il CBC invitano tutti i tifosi più appassionati, quelli più tiepidi, i semplici cittadini, gli imprenditori, i rappresentanti delle istituzioni, i giornalisti, insomma, tutti coloro che hanno a cuore il Bologna FC e la città di Bologna a presentarsi in via A.Costa, all’altezza della Bocciofila e dell’Antistadio per manifestare il proprio orgoglio di bolognesi. Per dimostrare il proprio impegno per la città e la squadra.
Sarà un ritrovo spontaneo, apolitico, puramente passionale. Tutti insieme dimostreremo che Bologna è viva, sveglia e pretende di meglio, merita di più. E soprattutto, tutti insieme, aspetteremo l’arrivo del pullman della squadra, facendo sentire a giocatori e tecnici il calore, la dignità e la passione che Bologna sa dare.
2) Dentro allo stadio, invitiamo tutti gli spettatori a portare bandiere, sciarpe, stendardi, ogni tipo di materiale rossoblu che possa riempire il Dall’Ara coi nostri colori. Inoltre gli ultras dell’Andrea Costa, per questa partita, si riuniranno in un unico settore della curva, abbandonando per una partita la propria identità di singolo gruppo, per creare un unico cuore pulsante del tifo che sosterrà ininterrottamente la squadra durante la partita. Il Gruppo Unico che tiferà incessantemente dall’inizio alla fine si schiererà dal confine con i distinti laterali al centro della curva. Lì, invitiamo a prendere posto tutti coloro che sono disponibili a cantare con noi, sempre, con entusiasmo, senza sosta. I tifosi che se la sentono, che hanno voglia di seguirci si riuniscano a noi, coloro che non pensano di poter stare un’ora e mezza in piedi a tifare sono pregati di prendere posto, sempre in curva, fuori da questo settore, verso la tribuna. L’iniziativa ha avuto l’adesione di tutti i Gruppi A.Costa, che quindi domenica si schiereranno compatti e coordineranno insieme il tifo di tutta una città per la sua squadra.
NESSUN PASSO INDIETRO, NOI CI SIAMO e NON CI ARRENDIAMO. MAI!
UNISCITI A NOI!
AVANTI BOLOGNA!
AVANTI CURVA ANDREA COSTA!
venerdì 1 gennaio 2010
buon anno Bologna!
eccoci nell'anno nuovo e i pensieri per un tifoso del Glorioso Bologna ora sono concentrati sull'immediato. che succede? Baraldi è arrivato, Sacchi arriverà. Sembra fatta : sarà vero? certo che l'Arrigo sarebbe davvero un valore aggiunto enorme, un passaggio dall'improvvisazione alla programmazione. certo tutto bello, solo che.
gli stipendi non vengono pagati da mesi. che succede? i Menarini non ne hanno più? Baraldi è l'apripista di una nuova proprietà? mah.
sicuramente un personaggio del calibro di Sacchi verrebbe a Bologna solo con le garanzie di poter gestire l'area tecnica in toto : dalle giovanili , alla prima squadra, dagli allenatori agli acquisti, le cessioni, i metodi di allenamento, i ritiri. Si perchè Sacchi a n'è brisa un stopid. e di calcio ne sa. un bel pò.
E Colomba? che è riuscito a dare un senso ad una squadra che sta in piedi per scommessa? Ama il Bologna e lo amerà sempre. Al giorno d'oggi non è poco. E poi in casa vince, con grinta.
e quindi? che si fa? Baraldi? Sacchi? Menarini? chi ci sarà?
noi sicuramente, in curva come tutti gli anni. a cantare "fino alla fine : FORZA BOLOGNA".
buon anno Bologna! a prescindere da chi ci sarà, noi ci saremo. sempre.
gli stipendi non vengono pagati da mesi. che succede? i Menarini non ne hanno più? Baraldi è l'apripista di una nuova proprietà? mah.
sicuramente un personaggio del calibro di Sacchi verrebbe a Bologna solo con le garanzie di poter gestire l'area tecnica in toto : dalle giovanili , alla prima squadra, dagli allenatori agli acquisti, le cessioni, i metodi di allenamento, i ritiri. Si perchè Sacchi a n'è brisa un stopid. e di calcio ne sa. un bel pò.
E Colomba? che è riuscito a dare un senso ad una squadra che sta in piedi per scommessa? Ama il Bologna e lo amerà sempre. Al giorno d'oggi non è poco. E poi in casa vince, con grinta.
e quindi? che si fa? Baraldi? Sacchi? Menarini? chi ci sarà?
noi sicuramente, in curva come tutti gli anni. a cantare "fino alla fine : FORZA BOLOGNA".
buon anno Bologna! a prescindere da chi ci sarà, noi ci saremo. sempre.
mercoledì 4 novembre 2009
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