venerdì 1 febbraio 2013

l'amore è una cosa seria

lui : "amore, ti amo da morire". lei : "anche io. ma nel caso muori tu".

giovedì 20 dicembre 2012

la fine del mondo

tanta roba, altroché. la mia nana ha il raffreddore, ma ora dorme. ora vado in terrazza a spegnere le lucine che lei adora. batte con la manina sulla porta finestra dicendo "babà" che sarebbe poi Babbo Natale. magari domani mattina farà come ieri l'altro. quando si è svegliata, mi ha visto e ha detto "papà" cercandomi con le manine. priceless. altroché le pubblicità dei profumi pieni di maschi bellissimi che fanno cose fantastiche, per me la felicità è prendere la nana in braccio e far finta di saper ballare. giriamo per la stanza e lei ride, sbava, si butta su di me e dice papà e prova a cantare con ta-ta-ta-ba-da-ta che è uno spettacolo. e se parte il coro del Bologna batte le manine subito. che cartola. etar che la fein dal mond. vado a letto, che domani si lavora e tra 2-3h è già ora di biberon.

domenica 22 aprile 2012

stra-BOLOGNA 2012

che bello essere uno dei 13000 che ha partecipato all'edizione di quest'anno. serpente vivo, vivace e coloratissimo di personemagliette, carrozzine, passeggini snodato dentro al centro storico di una città bella, bella davvero. portico, strada, curva, salita, ciottolato, discesa, e occhi aperti ad amare Bologna. la cosa bella, incredibile di queste manifestazioni è che ci riprendiamo la città. Bologna è invasa da bolognesi, non ci sono extra in mezzo alle palle, e per una giornata la città è quello che deve essere : nostra. sarò razzista ma chi c'era l'ha vista la differenza. A me poi il multiculturale non m'ispira : preferisco sempre i tortellini. e in brodo. ps. : che bello incontrare la Pam per caso in piazza Maggiore; Crevalcoresi trapiantati ;-)

sabato 31 dicembre 2011

buon Anno!

eccomi qui, ore 22.35 del + incredibile ultimo dell'anno della mia vita.
il più bello che chiude le 2 settimane più intense, fantastiche, faticose e bellissime che mi potessero capitare. sono stanco, vorrei dormire ma aspetto perchè non vedo l'ora di essere svegliato.
si, dall'ultimo post posso dire che :
- sotto le 2h ci sono stato eccome : 1h 52 min 27 secondi alla mezza maratona di Calderara, pettorale 646 classificato al 307. grande!

un pò sto iniziando a superare la mazzata della morte del Doriano. Amico, fratello, complice : brutto stronzetto mi hai lasciato troppo presto, mi manchi.

e poi?
e poi il 15 dicembre è arrivata lei, la Greta. e da quel momento, dalle 1.21 di notte niente è + uguale. sono papà e davvero ora capisco tutti quelli che mi hanno sempre detto "fino a che non sei genitore non capisci".

si, sono passati 16gg e devo uscire a comprare 3-4-5000 cuori perchè il mio da solo non basta + a contenere un amore incredibile che cresce ogni secondo.
chiudo gli occhi e la vedo chiara, forte, nitida e bellissima sento anche il suo profumino ... mamma mia che amore indescrivibile.

sono papà.
ho una figlia bellissima di cui sono fottutamente innamorato.
benvenuto piccola regina ricorda che dovunque sarai, qualunque cosa sarà tu chiama e io correrò.
"che la vita ti sia dolce come una torta di Managua".

buon anno.
a tutti.

martedì 4 ottobre 2011

Endgame

ecco, è finita la serie, la prima ed in rete non trovo altro.
che bella, mi dispiace molto.


un ex campione del mondo di scacchi Arkady Balagan è in tourneè in USA.
si ferma all'hotel Huxley.
qui assiste all'omicidio della fidanzata Rosemary ed entra in crisi. L'agorafobia non lo molla e non riesce a rimettere piede fuori dall'albergo. Qui l'hotel manager Barbara ed il capo della sicurezza, un ex poliziotto, Hugo cercano di cacciarlo fuori mentre il maestro risolve puzzle, misteri, furti, rapimenti, omicidi cercando di sbancare il lunario ... e di pagare la permanenza nella sua suite.

davvero carina. intelligente, ironica, smaliziata, divertente. peccato non ci sia una seconda stagione.

domenica 18 settembre 2011

2 pas par San Zvan

grazie a tutti i volontari che mi hanno segnalato la strada
grazie a tutti i punti ristoro che non hanno lesinato acqua, thè e sali minerali
grazie all'arco dell'arrivo che ad un certo punto ho temuto che si stesse spostando, allontandosi da me

grazie a me che lo volevo fare e l'ho fatto.
ho partecipato e finito la mia prima maratonina ... 21,097 KM in 2:03:01 ...

prossimo obiettivo : sotto le 2h!

CHI LA DURA LA VINCE

martedì 15 marzo 2011

mi manchi. mi mancherai

“there’s something you’d like to say?” non so com’è che mi gira in testa questa frase. L’associo ad una delle ultime immagini che di te. In piedi, ti siedi con un’agilità che non mi aspetto sul secondo letto, che poi è diventato il letto di tua mamma, di quella stanza dell’hospice che da Natale è la tua casa.
L’agilità altro non è che l’ultima dignitosa ritirata. Come non vuoi smettere di sorriderci, non vuoi cadere perché ti manca il fiato. Come quando abbandoni il letto per venire a tavola e lo fai con uno scatto che sembra comico. Con la tua faccia da fumetto che sembra dire “et vést? Eh, a so po’ encora bon” che nasconde lo sforzo, il disperato tentativo di arrivarci a quella sedia.
Quando arrivi su quel letto le mani subito gesticolano un calma calma che prima di ogni cosa bisogna pregare l’aria di tornare dentro. Che altrimenti si tira le cuoia qui.
E così dopo 9 giorni continuo ad immaginarmi quanto ti sia costato rassicurarci tutti. Quanto la paura ti abbia mangiato più del tumore ogni volta che ti sei reso conto che stavi morendo, per davvero però.
Fino a Natale sei andato alla grande (a Nonantola?) alternando settimane buone a settimane cattive, chemioterapia a serata di parole alla ricerca di quei Blues Brothers che non sono divertenti come una volta.
Poi il tracollo.
L’sms mi è arrivato come un pugno nello stomaco. Come quella telefonata di un martedì mattina che sembra lontano 1000 anni.
Ho un tumorino, mi dicesti.
Sono a Bentivoglio, mi hai scritto.
Certo che vai a casa. Quanto ne abbiamo parlato? Ora ti riposi un po’, ti rimetti in forze e poi ricominciamo la battaglia della chemio.
Già che ci siamo guardiamo ben la Ryan Air che quest’estate un weekend in Grecia, su un isola, tranquilli a bere chinotto ce lo facciamo.
E poi come d’incanto ti vedo uscire dal bagno. Invece che farti vestire ti sei fatto avvolgere con gli asciugamani e ti sei fatto fare il turbante in testa. Ah, sei proprio carino. Non ti si può guardare ma come fachiro non ce n’è per nessuno.
Come non ce n’è nelle gare di batteria fatte con i Muppets.
Come non ce n’è ora che non ci sei.
Spero solo di esserti stato vicino più di quanto posso esserti stato pesante. Ora che piango mentre batto i tasti mi sorprendo perché le lacrime pensavo di averle già versate tutte.
Come 2 lunedì fa quando la TAC del venerdì ti condannò a morte. Quando ormai il dottore non pronunciava nemmeno la parola settimane. Settimana, singolare, al massimo. Siamo stati insieme tutto il pomeriggio, a parlare io, a cercare di respirare tu. Ho cercato di essere almeno alla tua altezza nell’essere forte. Tu lo sei da sempre, io ho solo recitato per un po’.
Quando ti ho salutato per lasciarti riposare sono uscito e il clic della porta ha aperto il rubinetto. Ho pianto tanto amico mio, scusami se ho pianto e tu c’eri ancora. Scusa.
Poi l’ultimo weekend è passato e non mi riconoscevi più. Tua mamma mi ha detto tutto. La mia torta di mele (mia sono parole grosse) non l’hai mangiato ma so che ti ha fatto sorridere il pensiero.
Sdraiato, con i tuoi tubi ed un rumore di respiro così faticoso da chiudere lo stomaco.
Di fuori non c’è rimasto niente. Ma è solo il tuo corpo perché siamo in tanti a pensarti ora che non ci sei più. Perché eri speciale, sei speciale.
E mi manchi da far schifo.
Già.
Sei stato bravo sai? Non so quante volte te l’ho detto mentre eri già freddo come il marmo.
Quando ho trovato il letto fatto le gambe mi hanno tremato. Però almeno hai finito di tribolare. Chissà se avresti voluto tribolare ancora. Lei mi darà le ultime foto fatte insieme. E poi sarà finita.
Anche se non finirà mai perché sarai sempre nel mio cuore Dorian.
Dudu.
Dududorian, quanto abbiamo riso su questo nome.
E ora che non ho una tomba su cui piangerti mi aggrappo a quello che sei stato. Un vero amico.
Pronto, presente, sincero e critico. Sempre onesto. Nel dirmi quando facevo bene e quando no.
È stato un onore essere tuo amico. Davvero un onore. Nei momenti importanti della mia vita ci sei sempre stato. In quelli che verranno ci sarai ancora, non ti preoccupare.
Certo che il Ciii-a-o mi mancherà, l’accento così cantilenante di Modena anche. Il Doblone arancione, i gruppi assurdi, le telefonate fiume, ed i pomeriggi ad ascoltare il rumore della valle.
Ma quando penso a te che chiedi alla dottoressa come puoi cambiare l’alimentazione per far star meglio il fegato quasi non ce la faccio. Cosa pensavi? Forza? Speranza?
Pochi giorni dopo non c’eri più.
È stato uno dei momenti più brutti della mia vita. Eppure deve passare.
Il di là del letto c’era una finestra che non era un confine ma uno schermo. L’hai usata per proiettarci te stesso, per arrivare fuori, per mandare a fare in culo quel corpo che ti ha tradito.
Ti posso dire che hai vinto? Hai lasciato così tanto di te che non basta il cuore di tutti quelli che ti amano a contenerti.
Riposa in pace. Anche se so che starai già facendo il giullare ovunque tu sia dicendo che hai riposato anche troppo.
Che l’eternità ti sia dolce amico mio.
Mi mancherai. Mi manchi.

Dorian Vincenzi 13 Agosto 1973, 6 Marzo 2011.